Tuesday, November 22, 2005

Silence about the massacres

Il Corriere della Sera:

Another must-read from Magdi Allam, the Egyptian-born Italian columnist and investigative journalist for Il Corriere della Sera. Magdi is an outspoken Secularist, pro-US, pro-Israel and libertarian. Because of his political stance, a fatwa has been issued against him and now he lives accompained by body-guards.

by Magdi Allam, columnist for Il Corriere della Sera

Who Among Us Really Cares About The Thousands Of Iraqi Victims Of Terror? Over the last few days there have been over 150 killed and 200 injured, for the most part Shiites who were praying at Khanaqin, other poor Shiites at the funeral of Abu Saida, close to Baquba. Massacres perpetrated by the suicide terrorists of Al Qaeda, similar to the attacks which at the same time hit the market of the Shiite quarter of Diyala and the area around two hotels in Baghdad. This is all summed up, both in the West as in the Muslim world in a macabre tally of the dead. Perhaps some react within themselves with a note of indignation. Probably many feel a misplaced satisfaction in collecting, day after day, bloody proof which confirms the thesis of the “unjust war”. With the implicit intention of drawing a veil of silence and indifference over Iraqi deaths as soon as the foreign “forces of occupation” abandon Iraq. Imagining that in this way, an atrocious tragedy unleashed by the “insane” and “hateful” Bush would be filed away.

However, the widespread refusal to recognize the internal and international dimension of the globalised Islamist terrorism which has identified Iraq as the front line in its “holy war” is as illogical as it is senseless. Is it possible that the U.N., after having legitimized the new Iraqi State and the multinational forces with resolutions 1511 and 1546, does not raise its voice in the defense of the victims of terror? Is it possible that the Organisation of Islamic Conference does not utter even half a word of condolence for massacred Muslims? Is it possible that the Arab League is only concerned with patronizing the interests of the most extreme Sunni Iraqi groups with ties to the so called “resistance”? Is it possible that the E.U. entrenches itself behind a barrier of deafening silence so as not to draw attention to the conflicts within it? Is it possible that the so-called “progressive” and “reformist” parties deny the situation of the majority of the Iraqi population now fighting for their life and freedom? Is it possible that the unions remain inert even when faced with the murder of 114 Iraqi workers which took place on the 14th September in Baghdad? What is happening in Iraq goes beyond any bearable limits. How can we not feel human pity for these Iraqis who are being massacred as “apostates” and “enemies of Islam” for the simple fact of being Shiites, Kurds of simply for being employees of a state which was legitimized by popular will and the international community? It is no longer possible to shut ones eyes to the endless rivers of blood of faithful gathered in prayer in their Mosques, of simple folk in crowded markets shopping for food, of relatives of terror victims in turn murdered at the funerals of their loved ones. Let us say “enough” to the massacre of innocents in Iraq. “Enough” to the terrorists who in the name of Islam massacre Iraqis, Arabs, Westerners, Muslims, Christians, Jews! Let us knock down the wall of silence which makes us all accomplices with the worst enemies of life! Let us free ourselves from the ideological chains which imprison humanity! Let us all take the initiative, together, to mobilize ourselves alongside the Iraqi people and against terrorism, without ifs or buts! Magdi Allam 22nd November, 2005

Source of the english text

Silenzio sulle stragi

Chi di noi ha veramente a cuore le migliaia di vittime del terrore in Iraq?

Nei giorni scorsi ci sono stati oltre 150 morti e 200 feriti, in gran parte fedeli sciiti in preghiera a Khanaqin, altri poveri sciiti durante un funerale ad Abu Saida, vicino a Baquba. Stragi perpetrate da terroristi suicidi di Al Qaeda, al pari di quelle che nelle stesse ore hanno colpito il mercato del quartiere sciita di Diyala e nelle vicinanze di due alberghi a Bagdad. Ebbene tutto ciò si risolve, sia in Occidente sia nel mondo musulmano, in una semplicistica macabra contabilità dei morti. Forse taluni reagiscono interiormente con un moto di indignazione. Probabilmente i più provano una malcelata soddisfazione nel collezionare, giorno dopo giorno, prove sanguinolente che confermano la tesi della «guerra ingiusta». Con l'implicita intenzione di far calare una cappa di silenzio e di indifferenza sui morti iracheni non appena le «forze di occupazione» straniere dovessero abbandonare l'Iraq. Immaginando che così si archivierà una volta per tutte una atroce tragedia scatenata dal «folle» e «odioso» Bush.

Eppure è così illogico nonché insensato il diffuso rifiuto di voler prendere atto della dimensione interna e internazionale dello stesso terrorismo globalizzato di matrice islamica che ha individuato nell'Iraq il fronte di prima linea della sua «guerra santa». Possibile che l'Onu, dopo aver legittimato il nuovo Stato iracheno e le forze multinazionali con le risoluzioni 1511 e 1546, non elevi la sua voce a difesa delle vittime del terrorismo? Possibile che la Conferenza per l'Organizzazione islamica non spenda mezza parola di cordoglio per dei musulmani trucidati? Possibile che Lega araba si preoccupi solo di patrocinare l'interesse dei gruppi iracheni sunniti più estremisti collusi con la cosiddetta «resistenza»? Possibile che l'Unione europea si trinceri dietro una assordante barriera di silenzio per non accentuare i conflitti al suo interno? Possibile che i cosiddetti partiti progressisti o riformisti rinneghino le istanze della maggioranza della popolazione irachena in lotta per la vita e per la libertà? Possibile che i sindacati restino inerti anche di fronte all'eccidio di 114 manovali iracheni lo scorso 14 settembre a Bagdad?

Quanto sta avvenendo in Iraq travalica ogni limite di sopportazione. Come possiamo non provare umana pietà per questi iracheni che vengono massacrati quali «apostati» e «nemici dell'islam» per il semplice fatto di essere sciiti, curdi o servitori di uno Stato sovrano legittimato dalla volontà popolare e dalla comunità internazionale? Non è più possibile chiudere gli occhi di fronte al fiume ininterrotto del sangue di fedeli in preghiera nelle moschee, di gente semplice accalcata nei mercati alla ricerca di che sfamarsi, di parenti delle vittime del terrorismo colpite anche loro dai barbari suicidi durante i funerali. Diciamo basta con la strage di innocenti in Iraq! Basta con i terroristi che nel nome dell'islam massacrano iracheni, arabi, occidentali, musulmani, cristiani, ebrei! Abbattiamo il muro dell'omertà che ci rende complici dei peggiori nemici della vita! Liberiamoci dalle catene ideologiche che imprigionano la nostra umanità! Prendiamo tutti insieme l'iniziativa di mobilitarci al fianco del popolo iracheno e contro il terrorismo, senza se e senza ma!

Magdi Allam

22 novembre 2005

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